Capsulite adesiva: la terza fase

Il lento ritorno alla normalità.

Con questo terzo post sulla capsulite adesiva, vado a descrivere la cosiddetta fase di scongelamento della spalla ovvero il terzo ed ultimo stadio del decorso clinico di una capsulite adesiva.

Tra il serio ed il faceto, forse sarebbe più utile chiamare questa fase, la fase della liberazione perchè di fatto, è in questo lasso temporale in cui il paziente finalmente arriva finalmente, a “vedere la luce in fondo al tunnel”.

Come già detto infatti, l’esperienza della capsulite adesiva, rappresenta un vero e proprio calvario ed ha un influenza spesso devastante, sulla qualità della vita di una persona.

Percorso ancora lungo e difficile

E’ bene ricordare infatti, che la terza fase della capsulite adesiva, inizia solitamente tra i 12 e i 18 mesi dall’esordio del problema e può durare tra i 4 e i 6 mesi.

In questo periodo, c’è un graduale ritorno alla mobilità della spalla e un dolore via via, sempre meno rilevante

Normalmente, eseguo durante la fase di scongelamento, una seduta fisioterapica ogni 3-4 settimane e mi occupo dell’educazione del paziente ad esercizi a carico più alto.

In essi, inserisco anche movimenti in cui si solleva il braccio sopra la testa, inserendoli per quanto possibile, in attività ludico-sportive che consentano alla persona interessata, di vivere quest’ultimo periodo come un momento di ritorno alla normalità e non come un momento di terapia.

Gioca e non pensarci..

Questo lo considero un aspetto fondamentale, che serve peraltro, a compensare il fatto che il paziente ha probabilmente, dovuto rinunciare per 12-18 mesi all’ attività sportiva, convivendo con una situazione di dolore e stress continuo.

Essenziale quindi, creare le situazioni che consentano al paziente di ritrovare serenità e piacere nello svolgimento della motricità, pur senza dimenticare che deve essere mantenuto un certo controllo della situazione da parte del fisioterapista.

Vedere la luce in fondo al tunnel infatti, non significa esserne completamente fuori, ed un piano terapeutico non può essere considerato completo e soddisfacente se non porta a guarigione completa o comunque, al massimo gradi di benessere possibile.

Importante quindi mantenere dei controlli periodici per:

  • monitorare la progressione della mobilità
  • rivedere il dosaggio e la qualità degli esercizi proposti
  • evitare l’instaurarsi di compensi durante l’esecuzione delle attività sportive o collegate al lavoro

Con questo spero di essere riuscito a dare qualche interessante informazione pratica sulla capsulite adesiva e su come, in studio ne concepiamo il trattamento.

Riassumendo:

la capsulite adesiva, è come detto, una patologia altamente invalidante, la cui causa non è ancora nota.

Di certo quello che sappiamo è:

  • Ne sono molto più colpite le donne rispetto agli uomini (rapporto superiore a 4:1)
  • Generalmente insorge tra i 35 e i 55 anni
  • Quasi mai vi è una correlazione con traumi pregressi
  • E’ spesso associata a disfunzioni metaboliche e autoimmuni
  • In letteratura scientifica, negli ultimi tempi, si è ipotizzato una possibile origine virale ma, in realtà ancora non vi sono evidenze certe
  • Non essendo possibile accertarne la causa, non è possibile fare una vera e propria prevenzione

Per chi ha seguito questo blog dall’inizio però, sa che il nostro intento è quello di parlare in modo semplice e concreto alle persone che ci seguono.

E allora perchè non provare a fare un altrettanto semplice e concreto ragionamento?

Una cosa nella capsulite adesiva è rilevate sopra ogni altra.

Ne sono percentualmente colpite molto di più le donne rispetto ai maschi.

E allora, mi sono chiesto: cosa fanno le donne di diverso dagli uomini?

Quale potrebbe essere la causa di un maggiore stress per la spalla, tale da innescare  una capsulite?

Beh molto banalmente (ma nemmeno tanto visto che quanto sto per affermare deriva da oltre 15 anni di pratica clinica), le donne si allacciano il reggiseno con un movimento di rotazione interna del braccio che gli uomini non fanno praticamente mai.

Cosa consigliare

Inoltre, passano molto più tempo dei maschi, ad asciugarsi, stirarsi e prendersi cura dei propri capelli, mantenendo a lungo il braccio sollevato sopra la testa.

Per cui, fermo restando che sarebbe interessante andare ad approfondire la cosa, specie nella prima fase della capsulite, dò alle mie paziente due semplici consigli:

  • allacciarsi il reggiseno sul davanti.
  • gestire al meglio, tutta la parte di asciugatura, piastra, phone ecc. magari facendosi aiutare da qualcun altro.

Seguirli significa, ridurre le attività che causano dolore e questo, in qualche modo è già un primo risultato.

Alla prossima.

Andrea

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