I dolori della giovane mamma

Diario di una mamma che racconta attraverso i propri dolori, il primo anno di vita di suo figlio.

L’esperienza della genitorialità è uno dei passaggi della vita che lasciano un segno indelebile nel vissuto di ognuno di noi.

Ma è evidente, che la maternità è un percorso che non da respiro, nel bene e nel male.

Il padre può aiutare, condividere e supportare ma, è la madre che vive il figlio.

Lo sente dentro di se e lo accompagna nei primi mesi, in ogni suo momento ed in ogni suo passo.

E lo fa, a caro prezzo.

Una madre si sporge dentro la culla a sollevare il suo bambino, si china sul fasciatoio per cambiargli il pannolino, lo tiene in braccio appoggiandolo su un fianco mentre con la mano libera si occupa di qualcos’altro.

In più, si alza la notte per allattare, a volte lo fa nel letto in posizioni assurde, e poi stremata si alza per fargli fare il ruttino

Insomma una madre, specie se si tratta del primo figlio o figlia, deve sopportare un enorme carico di stress emotivo e di fatica fisica che purtroppo, quasi sempre hanno delle conseguenze.

Nella mia esperienza clinica, mi è capitato molto frequentemente di dover trattare il dolore delle neo-mamme e credetemi, la cosa non è affatto semplice.

Una giovane mamma infatti, come il giovane Werther di Goethe, potrebbe raccontare la sua esperienza attraverso i propri dolori che in questo caso però, poco hanno a che fare con il romanticismo o (speriamo) con le pene d’amore.

Sono dolori veri, fisici e ineluttabili, la cui percezione quasi sempre è aumentata dalla stanchezza e dalla mancanza di sonno.

Il bambino prima di tutto

A differenza del romanzo del poeta tedesco dove tutto ruota intorno al protagonista, nella storia di una madre e del proprio figlio, tutto ruota intorno al bambino.

E quasi sempre su questo tema non si discute per cui, qualsiasi suggerimento per evitare quelle posizioni o quelle attività che causano dolore, è di norma rifiutato.

Ma quali sono questi dolori?

In realtà cambiano continuamente nei primi mesi al cambiare delle necessità, del peso del bambino e delle tappe del suo sviluppo motorio.

In più c’è un’altro importantissimo fattore discriminante ovvero, il tipo di parto.

Infatti, se da un lato, con il parto naturale in qualche modo è difficoltoso e doloroso tutto ciò che avviene prima e durante il parto, con il cesareo, i problemi emergono in fase post-partum.

E questa normalmente, è una cosa che non viene adeguatamente spiegata alle madri.

Il taglio cesareo, comporta una perdita di stabilità a livello della colonna vertebrale perchè si va ad intaccare l’integrità dei muscoli che la stabilizzano .

Ciò rende abbastanza frequente nei primi mesi, l’emergere di dolori lombari che se non adeguatamente valutati e trattati, possono peggiorare con il passare del tempo.

Ma di questo vi parlerò in un altro articolo in cui tratterò dell’instabilità lombare.

Qui vorrei descrivervi il percorso del primo anno di vita del bambino, attraverso ciò che succede ad una mamma che lo accompagna nella sua crescita.

I primi tre mesi

In questi mesi il bambino acquisisce con il passare delle settimane il controllo dei movimenti del capo ma sostanzialmente, l’attenzione deve essere massima perchè lui o lei, non riesce a sostenersi da solo.

E’ una fase estremamente delicata in cui giustamente, si è completamente dediti alla cura del bambino.

La mamma quindi ha tutto il peso del bambino da gestire nei vari momenti della routine quotidiana, dalla fase dell’allattamento al cambio pannolini, fino al bagnetto.

Ecco quindi che si assumono posizioni non corrette che portano a sviluppare tensione e dolore ad esempio:

  • alle mani ed ai polsi, specie in corrispondenza del pollice
  • al collo, perchè spesso si rimane a lungo con lo lo sguardo rivolto in basso e quindi in flessione prolungata
  • alla zona dorsale ed alle spalle, a causa del fatto che tenendo molto il bambino in braccio, la muscolatura e le articolazioni della zona toracica e scapolare devono sopportare un sovraccarico importante
Il dolore nelle zone evidenziate nell’immagine, è frequentissimo nelle neo-madri

Dai 4 ai 12 mesi

Questo è un periodo intermedio i cui il bambino inizia in qualche modo ad esplorare il mondo.

Ecco quindi, che inizia quindi ad interagire, a giocare ed a interfacciarsi con nuovi ambienti; inizieranno i giochi a terra, o per chi lo usa nei box.

L’attenzione deve essere sempre altissima perchè dopo il controllo del capo, il bambino inizia a controllare anche il tronco cominciando a rotolare, e verso gli 8 mesi anche a gattonare.

Non può quindi essere lasciato solo e se lui gioca a terra, anche la mamma fa altrettanto.

Ma il tempo in cui il bambino rimane in braccio aumenta ulteriormente perchè, non solo interagisce di più e dorme meno ma, oltre al peso superiore, c’è anche da pare sua, molto più movimento.

Aumentano quindi:

  • i dolori alla zona dorsale
  • i dolori alle mani e ai posi che possono addirittura sfociare in sindromi come la sindrome di De Quervain o la sindrome dul tunnel carpale
  • dolori ai gomiti ed agli avambracci
  • formicolii notturni a tutti gli avambracci ed in particolare alla mano
Il dolore alle mani ed ai polsi è frequentissimo nelle giovani mamme

In particolare quest’ultimo aspetto, causa normalmente molta apprensione.

Tuttavia, i formicolii alle mani sono riconducibili ad un sovraccarico della zona toracica, che causa ripercussioni a livello del Sistema Nervoso Autonomo in una sindrome nota come sindrome T-4.

Ad essa dedicherò un articolo ad hoc tuttavia, per chi ci legge, sappiate che non si tratta di nulla di grave e di qualcosa di assolutamente risolvibile con l’approccio in Terapia Manuale.

Dopo i 12 mesi

Quando il bambino si avvicina all’anno di vita, in un quadro di sviluppo motorio normale, comincerà ad alzarsi in piedi e provare a camminare.

In questa fase, le mamme iniziano a trovare un pò di sollievo per il fatto di avere meno il figlio in braccio tuttavia, iniziano ad emergere dolori nella parte bassa della schiena legati al fatto che, sono spesso piegate avanti per accompagnare il figlio nell’esperienza del cammino.

I primi passi

Questa fase è alquanto delicata e necessità di una descrizione molto accurata.

Per questo motivo, vi invito ad approfondirla spendendo un pò del vostro tempo leggendo il prossimo articolo dedicato a questo tema.

Per ora vi invito a collegarvi a questo link ed ad approfondire la conoscenza sul mal di schiena.

Alla prossima,

Andrea

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Andrea Benvenuti
 

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