La rottura del tendine del sovraspinato.

Quel dolore improvviso e lancinante.

Come già detto in altri nostri articoli, il dolore alla spalla è qualcosa di invalidante e generalmente molto difficile da sopportare per il paziente.

Spesso, va ad alterare la qualità del riposo notturno a causa della difficoltà di “trovare la giusta posizione” e come è facilmente intuibile, se non si dorme, anche la qualità della vita in generale subisce un’influenza negativa.

Molte possono essere le cause di un dolore alla spalla.

Abbiamo già parlato della capsulite adesiva tuttavia, uno dei problemi più frequenti che si riscontrano nei pazienti, è la rottura del tendine del sovraspinato sia essa totale o parziale.

Un tendine è una struttura di tessuto connettivo che decorre da un muscolo per inserirsi in punti specifici a livello osseo.

Questo tipo di organizzazione, permette il movimento di un segmento osseo rispetto ad un altro (attraverso l’articolazione), e ciò avviene in seguito di una contrazione muscolare.

I tendini quindi, sono strutture continuamente sottoposte a stress che possono essere conseguenti a carichi elevati o a movimenti ripetuti.

In generale, i tendini sicuramente più sollecitati sono:

  • quadricipitale
  • rotuleo
  • d’achille
  • sovraspinato
  • dell’abduttore del pollice
  • dell’estensore lungo del pollice

Criticità particolari

Nel caso del tendine del sovraspinato, le criticità sono diverse:

  1. il muscolo sovraspinato assolve diverse funzioni ma ciò che a noi interessa, è che si attiva ogni volta che andiamo a muovere la spalla
  2. Il tendine del sovraspinato, che ovviamente deve sopportare lo stress di un’attività muscolare molto importante, decorre in un canale fibroso piuttosto stretto per cui, è continuamente sottoposto a frizioni esterne
  3. Molto spesso, a causa dell’attività sportiva o dei movimenti ripetuti in sede lavorativa, c’è la tendenza dell’omero a risalire e a creare una situazione di maggiore compressione a carico del tendine che fa aumentare ulteriormente il grado delle frizioni esterne
  4. Il tendine del sovraspinato, è un tendine nel quale, per tutti i motivi succitati, tendono a depositarsi calcificazioni talvolta anche di dimensioni che superano il centimetro di calibro.
L’omero si articola con la scapola relazionandosi con la glena (la cavità che accoglie la testa omerale), e con superiormente con l’acromion. Nello spazio subacromiale definito dallo spazio tra testa omerale e acromion, troviamo diverse strutture tra cui, il tendine del sovraspinato.

Ecco perchè, a parità di carico, il tendine del sovraspinato può andare incontro più facilmente rispetto ad altri tendini, a rottura parziale o totale.

Esordio

La rottura del tendine del sovraspinato può essere di due tipi:

  • traumatica
  • non traumatica

Tendenzialmente le rotture traumatiche, avvengono in soggetti giovani (sotto i 65 anni) e possono essere legate o all’attività sportiva o a traumi veri e propri.

Sopra i 70 anni invece, le lesioni non traumatiche superano di gran lunga quelle traumatiche e sono legate ad un progressivo indebolimento del tendine per i motivi citati in precedenza.

In particolare, frequentemente le rotture avvengono:

  • sollevando le casse d’acqua
  • mettendo le borse della spesa nei carrelli
  • con movimenti bruschi in generale

Cosa fare?

Ovviamente sia un fisioterapista preparato sia un medico ortopedico, sono in grado attraverso un’indagine clinica di formulare una diagnosi precisa.

Tuttavia, è spesso opportuno ricorrere ad un indagine strumentale (a volte basta un’ecografia ma la Risonanza Magnetica rimane l’esame elettivo) per stabilire il grado della lesione e la presenza di calcificazioni.

Nel caso in cui vi sia la lesione completa del tendine, vanno distinti tre gruppi di pazienti:

  1. sotto i 60 anni con esordio traumatico
  2. pazienti tra i 60 e 70 anni con esordio traumatico o non traumatico
  3. pazienti sopra i 70 anni

Tendenzialmente possiamo dire che i pazienti con età inferiore ai 60 anni per cui, normalmente la lesione è traumatica, l’approccio chirurgico è consigliabile soprattutto per una prospettiva a lungo termine anche in base alle attività sportiva praticata.

Nel caso invece dei pazienti over 70, normalmente si tende ad escludere l’intervento chirurgico e si procede per via conservativa attraverso una riabilitazione mirata.

Infatti, a quest’età normalmente il tendine del sovraspinato oltre ad essere una struttura già debole di per sè, tende a degenerare dopo la rottura, in tessuto adiposo.

Questo processo, avviene in tempi piuttosto rapidi ed è ovvio, che va ad inficiare enormemente le percentuali di successo di un eventuale approccio chirurgico.

Per i pazienti inclusi infine nel gruppo 2, essendo sostanzialmente situazioni “borderline”, ogni caso va analizzato approfonditamente al fine di capire se è opportuno o meno l’approccio chirurgico

Tempi di recupero

I tempi di recupero a seguito di un intervento di ricostruzione, sono di circa 3 mesi per il ritorno alla normalità e di circa 4 mesi e mezzo per il ritorno alla pratica sportiva agonistica.

I tempi sono analoghi anche nel caso di trattamento conservativo tuttavia, in questo caso ci si trova a dover fare i conti con la componente dolore.

Normalmente in queste situazioni il dolore è evocabile con movimenti quali:

  • movimenti bruschi in generale
  • prendere qualcosa dal sedile posteriore dell’auto
  • infilarsi la giacca
  • spostare la mano sul cambio dell’auto
  • alzare il braccio per prendere il mouse sulla scrivania.

Come è facilmente intuibile quindi, non serve sollevare carichi da bodybuilder.

Il dolore emerge molto spesso, in situazioni a basso o addirittura bassissimo carico.

Ecco perchè, sarà il medico a dover valutare di associare al trattamento riabilitativo, anche il trattamento farmacologico per via orale o infiltrativa da inserire all’interno di un percorso integrato che consiste in:

  • trattamento riabilitativo
  • terapia manuale
  • terapia fisica
  • trattamento farmacologico

Cosa si deve aspettare il paziente

Se tutte le tappe del percorso diagnostico-terapeutico vengono rispettate, il paziente avrà una risoluzione totale del dolore ed un recupero della mobilità quasi totale.

A volte c’è una lieve perdita di mobilità negli ultimi gradi flessione (alzando il braccio in alto) nei pazienti anziani per i cui si è optato per un trattamento conservativo.

Tale deficit però, è normalmente compatibile con un ottima qualità del movimento e della vita in generale.

Precauzioni

Cosa non fare per non correre il rischio di subire una lesione del tendine del sovraspinato:

  1. evitare soprattutto in età avanzata, di sollevare pesi in modo brusco (casse dell’acqua, borse della spesa)
  2. non fare attività, lavori o hobby che vi facciano rimanere troppo a lungo con il braccio in altro sopra la testa
  3. attenzione ai lavori di giardinaggio
L’attività sportiva ci aiuta a mantenerci in buona salute. Attenzione però a non ripetere gesti che possono aumentare lo stress alla spalla

Se fate un pò di attenzione a questi aspetti, e inserite nella vostra quotidianità un pò di sana pratica sportiva, vedrete che ne avrete ottimi benefici.

Alla prossima.

Andrea

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Andrea Benvenuti
 

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