Le immersioni in acqua fredda

Quanto sono utili le immersioni in acqua fredda come mezzo per recuperare meglio?

L’utilizzo del freddo ha sempre trovato ampia diffusione nel mondo dello sport a tutti i livelli, sia come mezzo terapeutico sia preventivo.

Nell’immediato post trauma ad esempio, le applicazioni di ghiaccio, da sempre sono utilizzate per combattere gli effetti dell’infiammazione primaria.

La gestione di un infortunio nei primi 3-5 giorni infatti, lascia ampio spazio all’applicazione del freddo, come è possibile riscontrare nel protocollo PRICE che è un acronimo di:

  • Protect (proteggere l’arto infortunato da ulteriori danni)
  • Rest (riposo)
  • Ice (ghiaccio)
  • Compression (compressione attraverso l’utilizzo di bendaggi appropriati)
  • Elevation (posizionamento dell’arto in alto)

Attualmente, il protocollo PRICE è sempre più spesso sostituito dal protocollo POLICE, dove le lettere OL, stanno per Optimal Loading ovvero, carico ottimale.

Questo perchè negli anni, le evidenze scientifiche hanno dimostrato che in termini di prognosi, sono molte le situazioni in cui una mobilizzazione precoce o la corretta applicazione di un esercizio terapeutico, è più efficace del riposo assoluto.

Ma il ghiaccio c’è sempre.

Sia in PRICE sia in POLICE comunque, l’utilizzo del freddo sotto forma di ghiaccio, è inserito nel protocollo.

Anche qui ovviamente, è doveroso rispettare quelle che sono le modalità generali di applicazione ovvero:

  • non più di 15-20′ per applicazione
  • fare una pausa di almeno 90′ tra un’applicazione e la successiva.

Quello però, di cui vi voglio parlare in questo articolo, non è dell’utilizzo del freddo in seguito ad un trauma, ma in condizioni di salute e come mezzo che si integra all’allenamento.

Come sfruttare il freddo tra un allenamento e l’altro

Se vi fate un giro sul web infatti, troverete numerosissime testimonianze di sportivi anche di altissimo livello, che utilizzano varie modalità di utilizzo del freddo per facilitare il recupero tra una sessione di allenamento e l’altra.

La diffusione ed il successo delle criosaune peraltro, va in questa direzione.

Chi ha provato l’esperienza di una criosauna o di un’immersione in un torrente gelato infatti, a parte il disagio iniziale, testimonia spesso di aver provato una sensazione di benessere assoluto.

Ma una criosauna non è sempre a portata di tutti motivo per cui, le immersioni in bidoni o vasche da bagno piene di acqua gelata, sono diventate un mezzo diffuso ed utilizzato specie nell’universo sportivo americano

Ma sensazione di benessere, non necessariamente si coniuga con effettiva utilità quindi, la domanda che dobbiamo porci è:

Le immersioni in acqua fredda sono davvero efficaci per migliorare il recupero tra allenamenti o tra partite ravvicinate?

Una risposta interessante è stata fornita da Kruger et al. che hanno esaminato gli effetti delle immersioni di acqua fredda sui giocatori della squadra Nazionale Tedesca Under 18 di hockey, impegnata in un torneo di cinque giorni.

torneo di 5 giorni
Nell’hockey ma anche nel volley, basket, calcio e nuoto, sono moltissime le competizioni in cui nel corso di pochi giorni, si deve scendere ripetutamente in campo per un match o per una gara.

Lo studio è particolarmente interessante per il campione esaminato in quanto, tornei di durata simile sono estremamente diffusi nel mondo sportivo giovanile.

Ed è molto frequente il fatto che la pratica delle immersioni in acqua fredda tra una partita e l’altra, venga somministrata anche a giocatori che nella quotidianità non la utilizzano.

Ora, ciò che lo studio ha dimostrato, comparando un gruppo di giocatori che non hanno fatto le immersioni in acqua fredda, con un gruppo di giocatori che hanno invece fatto immersioni quotidiane di 5′ a -6°C è:

  • non ci sono differenze nella capacità di assorbire il carico di allenamento nei due gruppi
  • Le immersioni quotidiane in acqua fredda, non influenzano in alcun modo la performance durante le partite
  • I parametri fisiologici rilevati in seguito agli esercizi proposti, non venivano attenuati dalle immersioni in acqua fredda, nel corso del torneo
  • Non c’è la percezione di un miglior recupero da parte dei giocatori che hanno utilizzato le immersioni in acqua fredda

Su quest’ultimo punto, mi permetto di avere qualche riserva perchè in realtà, uno dei motivi per cui si utilizzano le immersioni in acqua fredda, è proprio la sensazione di benessere che ne consegue.

Tuttavia, quello che è importante sottolineare è che le immersioni in acqua fredda non migliorano, ma nemmeno peggiorano, il recupero dei giocatori impegnati in un torneo di cinque giorni o in una settimana di allenamenti consecutivi ad alta intensità.

Perchè e importante sottolineare questo aspetto?

Perchè chi conosce i tempi e gli impegni di uno sportivo di alto livello durante un torneo simile a quello descritto nello studio, sa che gli impegni sono molteplici tra allenamenti, partite, spostamenti e sessioni tattiche.

Se un giocatore avverte beneficio nel fare le immersioni in acqua fredda, deve poterle fare, ma deve anche sapere che esse non gli serviranno per recuperare meglio.

Importante quindi, che l’attenzione dei giocatori e degli staff, rimanga su altre modalità utili a velocizzare il recupero quali:

  • organizzare un adeguato defaticamento
  • fare massaggi defaticanti
  • eventualmente utilizzare di compressione/decompressione muscolare
  • conservare una buona qualità del sonno
  • alimentarsi in modo corretto.

In definitiva quindi, il consiglio che mi sento di dare è di focalizzarsi su metodiche i cui effetti nel velocizzare il recupero sono certi e provati.

Per concludere quindi, nulla in contrario all’utilizzo delle immersioni in acqua fredda, ma è importante tenere sempre presente che esse non devono “rubare” tempo ad un buon massaggio o essere motivo per posticipare l’ora del sonno.

Sulle utilità delle cose da fare, vi rimando ad un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa sullo stretching in cui, in qualche modo rinforzavo concetti simili.

Alla prossima,

Andrea

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Andrea Benvenuti
 

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