Lo stretching. Questo sconosciuto!

Mi raccomando!!! a fine allenamento fai Stretching così aiuti il muscolo a recuperare un pò di fatica.

Quante volte abbiamo sentito questa frase, detta tra le righe da un allenatore, da un compagno di allenamento o semplicemente da un amico che condivide con noi fatiche e passioni.

E quante volte abbiamo poi sentito fare domande come:

  • non è meglio farlo prima dell’allenamento?
  • meglio farlo a muscolo freddo o dopo il riscaldamento?

Credo siano situazioni che nel corso della vita, ogni sportivo amatoriale ma credetemi, anche professionista, possa tranquillamente dire di aver vissuto più e più volte.

Allora, con questo articolo proverò a definire meglio alcune questioni sullo stretching, sulle modalità di utilizzo e sugli effetti che produce.

Per chi ci segue, una piccola premessa.

Con questo articolo apriamo una fase nuova del nostro blog. Quella riguardante la preparazione atletica e l’allenamento come parte integrante di un processo che dalla terapia, deve portare al ritorno in campo del paziente sportivo.

E’ per un fisioterapista, una fase molto delicata perchè si esce da un ambito di propria competenza per entrare in una “zona mista” dove le figure professionali del preparatore atletico, del riabilitatore, dell’allenatore e del fisioterapista si intrecciano.

Con tutto ciò che ne consegue.

Perchè spesso l’allenatore ha l’esigenza di velocizzare il rientro in campo, il fisioterapista invece tende a rallentare .

Il riabilitatore va con cautela e il preparatore atletico invece “spinge”.

Ed in tutto questo in mezzo c’è il paziente.

Ecco quindi, perchè comincio ad occuparmi di questi aspetti anche nel nostro blog.

Senza avere la pretesa di sostituirmi a nessuno ma, mettendo in campo quelle che sono le mie competenze nell’ambito dell’allenamento.

Detto questo, torniamo ad occuparci del tema principale.

Stretching: quale, quando, come, dove e perchè?

Stretching ovvero, allungamento, stiramento o distensione.

Ne esistono di vari tipi:

  • Dinamico
  • Statico
  • Balistico
  • PNF
  • stretching che sfrutta l’innervazione reciproca
  • e altre…

Qualunque sia la modalità che si vuole utilizzare la prima cosa importante da dire è, che lo stretching è una delle componenti fondamentali dell’allenamento.

Lo stretching ha l’enorme vantaggio di poter essere fatto ovunque e senza particolari attrezzature. Una panchina, una staccionata o semplicemente un albero per appoggiarsi, possono bastare per aiutarci in qualche semplice ma funzionale esercizio

E soprattutto è possibile farlo ovunque.

Attenzione però: componente fondamentale dell’allenamento non del riposo.

E qui sfatiamo subito uno dei falsi miti sullo stretching.

Lo stretching non aiuta a smaltire la fatica!!!

Ed ecco che abbiamo una prima risposta alle nostre domande ovvero, se serve fare stretching a fine allenamento.

Mettiamola così.

Fare stretching a fine allenamento può servire, ma dobbiamo sapere a cosa.

Ci sono mille sport diversi e all’interno dei vari sport, altre mille discipline diverse.

Ed ogni disciplina ha mille altre componenti per sviluppare le quali è necessario stilare un piano globale di allenamento.

Allenamento che include anche lo stretching

In alcune situazioni al termine della sessione di allenamento, si ha la sensazione di avere il muscolo “eccessivamente accorciato” e l’allungamento moderato da una sensazione di effettivo benessere.

Ecco allora, che l’applicazione di posizioni di allungamento mantenute per qualche secondo fornisce un certo sollievo e da la sensazione in qualche modo, che vi sia un ripristino della corrette lunghezze muscolari.

Ma corrisponde al vero che aiuta a recuperare meglio?

La maggior parte degli studi scientifici asserisce che non è così.

Lo stretching non aiuta a recuperare la fatica o a smaltire le tossine che dir si voglia.

Se fate 10′ di stretching a fine allenamento, dovete avere ben chiaro che fate per il muscolo, 10′ di allenamento in più.

Allora ha ragione il mio amico che mi dice che è meglio farlo da freddo!!!

Beh! di questo discuteremo nel prossimo articolo così come parleremo di quando è opportuno farlo o quando piuttosto, è controproducente.

Alla prossima,

Andrea.

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Andrea Benvenuti
 

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